Il Territorio

Dove un canyon attraversa il paese

Villa Castelli è l'unico comune della provincia di Brindisi nel Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine. Un patrimonio di natura, pietra e gusto rimasto a lungo nascosto.

Per il viaggiatore che cerca la Puglia autentica e non affollata, qui un canyon naturale e un olio d'eccellenza raccontano secoli di storia.

Il cuore

La Gravina

Una profonda depressione carsica taglia in due il paese, tra pareti di roccia e macchia mediterranea, con terrazze che digradano da 250 a 220 metri. Il ponte a nove archi ne unisce la sponda est e la sponda ovest.

La storia dell'olio

Il Trappeto del Duca

Un antichissimo frantoio ipogeo che già nel Settecento macinava le olive di tutto il feudo, con la grande macina ancora al suo posto. Si affaccia sulla gravina, accanto al ponte. Scendere qui è entrare nei secoli di lavoro che hanno reso Villa Castelli la terra dell'olio.

Il simbolo

Il Ponte a Nove Archi

Costruito negli anni Trenta dalle maestranze del paese, scavalca la gravina collegandone le due sponde, alto più di quindici metri al centro. Fotogenico in ogni ora del giorno, è l'immagine che racconta Villa Castelli in un solo sguardo.

L'atmosfera

Il Borgo di Pietra

Stradine, case in pietra con la volta a stella e una decina di trulli ancora in piedi attorno al Palazzo Ducale, l'antico castello turrito oggi sede del Municipio. Il centro storico è fatto per essere vissuto lentamente, a piedi, senza fretta.

E poi

Tutto quello che c'è intorno

Pezza Petrosa e il Museo Civico

A tre chilometri dal paese, lungo la strada per Grottaglie, una necropoli magno-greca del IV–III secolo a.C. Le trentatré tombe hanno restituito vasi, specchi e gioielli: circa duecento reperti sono esposti dal 2009 nel Museo Civico, al piano terra del Municipio.

La Chiesa Matrice

Iniziata nel 1898 e inaugurata nel 1938, in stile romanico pugliese, con la cupola a 34 metri e il campanile a 36. Colonne e capitelli in tufo e mazzaro sono opera di maestranze locali.

Il Palazzo Ducale

L'antico castello, oggi Municipio. Dal suo terrazzo la vista spazia a 360 gradi, dallo Ionio all'Adriatico fino, nelle giornate limpide, al massiccio del Pollino.

La sorgente del Canale Reale

Nasce in contrada Tagliavanti, l'unico corso d'acqua sorgivo del territorio agrario brindisino. Corre per oltre quaranta chilometri fino all'oasi di Torre Guaceto. Lo ricorda anche Strabone: per questo oggi la sorgente è detta «Fonte di Strabone».

Specchie e grotte

Cumuli di pietra alti fino a venti metri, come quelli di contrada Puledri e Facciasquata, forse vedette, forse monumenti votivi o confini. Poi le grotte: Montescotano e Facciasquata con tracce d'uso fino all'età romana, quella di contrada Cuoco, la più grande e suggestiva, con stalattiti e stalagmiti.

Fogge, cisterne e neviere

Dove l'acqua mancava, i contadini hanno costruito un intero sistema di cisterne e fogge per raccogliere la pioggia. La neviera della masseria Antoglia serviva a conservare la neve per l'estate: era la ghiacciaia di una volta.

Masseria Antoglia e le altre

Sul territorio si contano dodici masserie, alcune con torri, merlature e chiese. Dall'Antoglia alle altre, le schede sono nella pagina dedicata.

Il Calvario e le edicole votive

Il Calvario di inizio Ottocento sorge allo sbocco sud della gravina, lungo la scalinata di oltre trenta metri che porta in piazza Municipio. Nelle campagne restano molte edicole votive, dalla Cappella Vecchia a quelle di San Cataldo e della Madonna delle Grazie.

Fonte: A. G. Chirulli, Villa Castelli — Il Balcone dell'Alto Salento, Artebaria Edizioni, 2023. Per la storia del paese vai alla pagina La Storia; per le fattorie e l'acqua alla pagina Masserie e Acqua.

Il modo migliore per conoscerlo è camminarci dentro

Le visite guidate alla gravina partono da settembre 2026.

Scopri le visite guidate