La Storia

Un paese nato dalla terra data a chi non ne aveva

Duemilatrecento anni di tracce, e un borgo moderno nato appena duecento anni fa.

Villa Castelli ha radici greche, ma il paese che vedi oggi nasce tra il 1790 e il 1800, quando un duca illuminato decise di dare le sue terre a chi sapeva lavorarle.

  1. IV–III sec. a.C.

    Pezza Petrosa, avamposto di Taranto

    A tre chilometri dal paese, lungo la strada per Grottaglie, sorgeva un insediamento legato ai Tarantini, sul confine con i centri messapici di Ceglie, Mesagne, Oria e Manduria. Ce lo dice la necropoli: trentatré tombe, scavate dalla Soprintendenza tra il 1989 e il 1990, con vasi a figure rosse, ceramica di stile Gnathia, specchi di bronzo e gioielli. Le sepolture vanno dal 400 al 200 a.C. circa.

  2. Fino al III sec. d.C.

    Le grotte di Montescotano e Facciasquata

    Nelle grotte del territorio l'uomo è passato per secoli. A Montescotano, nel 1979, è venuta alla luce la «sala delle lucerne»: decine di lucerne d'età romana, insieme a vasi più antichi.

  3. Dal 1400

    Un fortilizio, poi un castello

    Dove oggi c'è il Municipio sorgeva un fortilizio del Quattrocento, trasformato tra Sei e Settecento in un castello turrito. Apparteneva ai principi Imperiali di Francavilla Fontana. Il terreno, secondo l'autore, era abitato fin dalla preistoria e conservava le tracce di una villa rustica romana.

  4. 1790–1800

    Il duca Ungaro e i coloni

    Estinti gli Imperiali, il feudo di mille tomoli passa a Gioacchino Ungaro, duca di Monteiasi, economista illuminato. Invece di tenere le terre per sé, le dà in enfiteusi ai contadini senza terra di Ceglie, Grottaglie, Monteiasi e Locorotondo. Arrivano, dissodano e costruiscono: prima i trulli attorno al palazzo, poi case in pietra con la volta a stella, pagliai nei campi. Nasce «Monte Castello».

  5. 1830–1850

    Un borgo senza niente, che cresce

    Nel 1830 gli abitanti sono 700, nel 1850 circa 920. Il borgo era nato senza cimitero, medico, anagrafe, illuminazione: tutto dipende da Francavilla Fontana, anche per la messa. Il primo matrimonio è dell'agosto 1837. Più volte gli abitanti chiedono di passare a Ceglie o a Grottaglie, senza ottenerlo.

  6. 1895–1938

    Don Caliandro e la Chiesa Matrice

    Don Giuseppe Caliandro guida la parrocchia dal 1895 al 1952. Nel 1898 si posa la prima pietra della Chiesa Matrice, costruita con le maestranze del paese e il contributo di tutti. Sarà inaugurata nel 1938, quarant'anni dopo.

  7. 11 febbraio 1926

    Villa Castelli diventa comune

    Con il Regio Decreto 308/1926 il paese si stacca da Francavilla Fontana. Il podestà Raffaele Ostillio lo guida fino al 1937: ristruttura il Palazzo Ducale per farne il Municipio, apre le scuole, porta l'illuminazione pubblica, la fognatura, il medico condotto e la farmacia.

  8. Anni Trenta

    La scuola e il ponte

    Le due opere più visibili del periodo sono l'edificio scolastico e il Ponte Vecchio, il viadotto a nove arcate alto più di quindici metri nel punto centrale. Scavalca la gravina e apre al paese la zona est, fino ad allora quasi irraggiungibile. In quegli anni a Villa Castelli arriva anche l'Acquedotto Pugliese, con l'ultimo caposaldo tecnico della rete principale, in contrada Parpullo-Monte Fellone.

  9. Dal dopoguerra

    Dalla terra all'industria

    Dagli anni Sessanta la Montedison di Brindisi e l'Italsider di Taranto danno lavoro a molte famiglie. Il paese si allarga verso nord. Oggi gli abitanti sono più di novemila.

Il nome

Da «Li Castelli» a Villa Castelli

L'origine del nome è ancora discussa. Le ipotesi principali sono tre.

«Castellum»

Dal latino, borgata, villaggio.

Due castelli

Il Palazzo Ducale e il castello della masseria Antoglia, a due chilometri l'uno dall'altro.

«Villa»

Nell'Ottocento Monte Castello diventa Villa Castelli, con la voce francese ville, come Francavilla o Villafranca.

Il Balcone dell'Alto Salento

Due mari, a ventotto chilometri da qui

Il paese sta a 250 metri, sull'ultima propaggine meridionale della Murgia, e domina tutta la piana ionico-salentina. Con la tramontana e il cielo limpido si vedono il Mar Piccolo e Taranto, Manduria, Brindisi e l'Adriatico. D'inverno si distinguono anche le cime del Pollino. Dal terrazzo del Municipio la vista è a 360 gradi.

In soli 3.458 ettari si passa dai 150 metri di San Barbato ai 326 di Montescotano.

Fonte: A. G. Chirulli, Villa Castelli — Il Balcone dell'Alto Salento, Artebaria Edizioni, Martina Franca, 2023.

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